Le nuove regole sulle detrazioni per ristrutturazioni edilizie, il confronto tra Bonus Ristrutturazioni, Ecobonus e Conto Termico.
Nel 2025, le ristrutturazioni edilizie in Italia potranno ancora beneficiare di incentivi fiscali vantaggiosi, ma è fondamentale pianificare gli interventi con attenzione. Le detrazioni per ristrutturazioni subiranno infatti una riduzione significativa a partire dal 2026, rendendo questo anno il momento più conveniente per effettuare lavori di adeguamento termico ed efficienza energetica.
Gli strumenti principali per sostenere economicamente questi interventi sono tre:
- Bonus Ristrutturazioni
- Ecobonus (Bonus Energetico)
- Conto Termico
Sebbene abbiano finalità simili, ognuno di questi incentivi ha caratteristiche, modalità di accesso e benefici differenti.
Bonus Ristrutturazioni: come funziona e cosa cambia dal 2026
Il Bonus Ristrutturazioni permette di ottenere una detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, distribuita in 10 anni sotto forma di riduzione IRPEF.
A partire dal 2026, la detrazione scenderà al 36%, mantenendo lo stesso tetto massimo di spesa. Nel 2028, il limite di spesa verrà ulteriormente ridotto a 48.000 euro per unità immobiliare.
Le spese agevolabili comprendono interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazioni edilizie includendo anche operazioni di miglioramento strutturale degli edifici. Tuttavia, il Bonus ristrutturazioni può includere anche spese per miglioramenti energetici, come l’isolamento termico e la sostituzione dei serramenti. In questi casi però, è più vantaggioso integrare il Bonus Ristrutturazioni con l’Ecobonus, al fine di poter usufruire di ulteriori plafond di spesa, appositamente dedicati agli interventi di risparmio energetico, facendo sì che si possa quindi allargare la spesa rientrante in detrazioni fiscali.
Ecobonus: l’incentivo per il miglioramento dell’efficienza energetica
L’Ecobonus (o Bonus Energetico) è pensato per interventi mirati alla riduzione dei consumi energetici dell’immobile e offre detrazioni dal 50% al 65%, a seconda della tipologia di lavoro.
Esempi di interventi agevolabili:
- Sostituzione di serramenti e infissi → detrazione 50%
- Isolamento termico (cappotto, coibentazione tetto, pareti) → detrazione 65%
- Sostituzione dell’impianto di climatizzazione con pompe di calore → detrazione 65%
L’Ecobonus è complementare al Bonus Ristrutturazioni: per una ristrutturazione completa di un immobile si può usufruire del Bonus Ristrutturazioni per opere murarie e dell’Ecobonus per il miglioramento delle prestazioni energetiche.
Conto Termico: incentivi per la riqualificazione impiantistica
Il Conto Termico è un incentivo gestito dal GSE che, a differenza di Bonus Ristrutturazioni ed Ecobonus, non prevede una detrazione fiscale, ma un contributo a fondo perduto. Può coprire fino al 65% della spesa sostenuta e l’erogazione avviene direttamente sul conto corrente del beneficiario in un’unica soluzione o in tre rate, a seconda dell’importo.
Chi può beneficiarne?
- Pubbliche amministrazioni (per interventi strutturali)
- Privati (per interventi impiantistici su edifici residenziali)
Per i privati, il Conto Termico incentiva principalmente la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con sistemi più efficienti, come le pompe di calore. Dal 2030, non sarà più possibile installare caldaie a gas, quindi, il Conto Termico rappresenta una soluzione vantaggiosa per chi deve adeguare il proprio impianto, con un recupero della spesa più rapido rispetto alla detrazione fiscale (massimo 3 anni contro i 10 del Bonus Ristrutturazioni).
Per maggiori dettagli sugli interventi agevolabili, consulta il sito del GSE.
Differenze tra Bonus Ristrutturazioni e Conto Termico
| Caratteristica | Bonus Ristrutturazioni | Ecobonus | Conto Termico |
| Tipologia di incentivo | Detrazione fiscale su IRPEF/IRES | Detrazione fiscale su IRPEF/IRES | Contributo a fondo perduto |
| Aliquota di detrazione | 50% nel 2025, 36% dal 2026 (per le prime case) | Dal 50% al 65% in base all’intervento | Fino al 65% delle spese |
| Limite di spesa | 96.000€ per unità (48.000€ dal 2028) | Differente per ogni tipologia di intervento | Variabile in base all’intervento |
| Tempi di recupero | 10 anni | 10 anni | Da 1 a 3 anni |
| Beneficiari | Proprietari di immobili residenziali | Proprietari di immobili residenziali | Privati (impianti), Pubbliche Amministrazioni |
Cumulabilità tra i vari incentivi: come ottimizzare il risparmio
È importante sapere che è possibile cumulare Bonus Ristrutturazioni, Ecobonus e Conto Termico, a condizione che vengano utilizzati per interventi differenti.
Esempio pratico:
- Bonus Ristrutturazioni → demolizione e ricostruzione pareti interne
- Ecobonus → sostituzione infissi e isolamento termico
- Conto Termico → installazione di una pompa di calore
Questa strategia consente di massimizzare il risparmio e ottenere il massimo degli incentivi disponibili.
Perché conviene ristrutturare nel 2025 e non nel 2026?
Rimandare i lavori al 2026 significa perdere parte degli incentivi attuali. Optando per una ristrutturazione nel 2025, è possibile ottenere:
- Bonus Ristrutturazioni al 50% invece del 36% dal 2026
- Ecobonus fino al 65% per interventi energetici
- Conto Termico con rimborso economico in massimo 3 anni
Per chi desidera migliorare le prestazioni energetiche del proprio immobile, il 2025 rappresenta l’ultima occasione per massimizzare i vantaggi fiscali prima della riduzione degli incentivi.




